Irrigazione in agricoltura biologica.
Inerbimento interfilare e controllato
Introduzione
Le tecniche agronomiche per il risparmio idrico:
. Inerbimento interfilare e controllato
. Anticipo dell'epoca di semina
. Aumento dell'efficienza dell'acqua
. Riduzione del ruscellamento e miglioramento della capacità idrica del terreno
L’impiego di tecniche di aridocoltura indirizzate all’immagazzinamento di acqua piovana nel suolo minimizzando i consumi attraverso lavorazioni superficiali, sembrano assai efficaci anche nel nord Italia. Dove però, in particolare nei comparti frutticoli e viticoli, trovano qualche limitazione ed ostacolo nella diffusione dell’inerbimento interfilare.
In effetti con questo sistema si ottiene una maggiore disponibilità di microelementi, facile transitabilità nel frutteto in periodi piovosi, una migliore produzione e colorazione dei frutti a fronte però di un consumo di acqua maggiore.
In viticoltura, per quel che riguarda il bilancio idrico, se da una parte la cotica erbosa aumenta l’evapotraspirazione reale del vigneto ovvero il suo “consumo di acqua”, d’altra parte:
· aumenta l’infiltrazione d’acqua piovana, specie nei terreni declivi, riducendo le perdite per il ruscellamento superficiale;
· aumenta la quantità d’acqua che il suolo può trattenere poiché, specie con il passare degli anni, aumenta il livello di sostanza organica del suolo.
Tenendo conto del fatto che comunque nel periodo estivo la cotica erbosa tende a disseccare poiché il suolo si disidrata in superficie, questi due aspetti hanno un effetto, sul bilancio idrico, superiore all’aumento dell’evapotraspirazione.
Per limitare i consumi dovuti all’evapotraspirazione si sta proponendo il cosiddetto inerbimento controllato sul quale, mediante sfalci ripetuti viene ridotta l’area fogliare della coltura di copertura e, di conseguenza, l’evapotraspirazione.










