Aiab - Lombardia

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 Investire nell'agricoltura per arginare il dissesto del territorio 
I nubifragi che si sono abbattuti su Liguria e Toscana, con il loro tragico bilancio di morti e distruzione, ci ricordano quanto il nostro territorio sia fragile dal punto di vista idro-geologico.  Da anni Legambiente denuncia che nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio frane e alluvioni. Una vera emergenza nazionale da affrontare con la massima urgenza, evidentemente aggravata dalla cementificazione e dalla perdita di suolo agricolo.
I suoli agricoli, permeabili, ricchi di sostanza organica e porosità, proprio in virtù delle loro caratteristiche riducono l’erosione idro-meteorica e il trasporto solido nei corsi d’acqua, aumentando la ritenuta idrica degli spazi agricoli. Un suolo agricolo efficiente, come i terreni delle aziende agricole biologiche, rallenta in altre parole il trasferimento dell’acqua piovana alla rete scolante, riducendo le probabilità di piena e di esondazione nel caso di piogge intense.
Dal 2000 al 2010, secondo i dati dell'ultimo Censimento Istat,  il 32,2% delle aziende ha chiuso i battenti, nella maggior parte dei casi si tratta di piccole aziende che non hanno le difese economiche necessarie per tutelarsi dalla crisi economica e da regole di mercato che sono fatte per i grandi e non per i piccoli (l'8% delle imprese agricole italiane gestisce il 63% dei terreni coltivabili). Eppure sono proprio le piccole aziende che si difendono a denti stretti dalla crisi e producono in nome della qualità, della difesa del territorio, delle piccole economie locali e che contribuiscono a tenere in vita i piccoli comuni montani e le aree rurali. È in queste aree  l’agricoltura ancora ricopre un’importante funzione sociale.
Siamo di fronte a una pesante perdita della superficie agricola utilizzata - ha dichiarato Andrea Ferrante, Presidente Aiab  -  Un vero e proprio abbandono delle zone rurali, verso un'erosione di terre fertili per un mal concepito uso del suolo e, soprattutto, verso una politica incapace di investire nell'agricoltura e nella preziosa opera di presidio del territorio che le aziende agricole offrono alla collettività.

 

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