Ogm, Il fronte del no e l'ombra dello scandalo Monsanto alla base del rinvio dell’accordo sulle coltivazioni Ogm in Italia
Le pressioni contro quella che sarebbe stata una scelta avventata della Conferenza Stato Regioni sulla coltivazione di Ogm in Italia hanno avuto un esito positivo. Così come le notizie che arrivano dagli Usa, dove la Monsanto, multinazionale biotech ha dovuto rendere noti gli effetti dannosi degli Ogm sugli animali. L’incontro della Conferenza Stato Regioni che il 28 gennaio scorso avrebbe dovuto riunirsi per emanare nuove linee guida a sostegno delle normative regionali sulla coesistenza tra coltivazioni transgeniche, biologiche e convenzionali, è saltato.
La decisione di rinviare è avvenuta su proposta dell'assessore regionale all'agricoltura dell'Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, che ha dichiarato: “Come rappresentante di una Regione Ogm free ho chiesto che prima di procedere all'esame del documento di indirizzi venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori”. Gli hanno fatto eco le altre Regioni, ritirando il documento guida sulla coesistenza tra ogm e colture tradizionali. La decisione sembra sia anche scaturita dal fatto che lo stesso giorno in cui doveva essere ufficiosamente ratificato l’accordo, la Monsanto sia stata costretta da un tribunale a pubblicare un dossier riservato secondo cui gli animali nutriti con tre varietà di mais geneticamente modificato creato dalla società statunitense avrebbero subito gravi danni al fegato e ai reni dopo soli 3 mesi. I dati diffusi dalla Monsanto sono stati esaminati dal ricercatore francese Gilles-Eric Seralini dell'Università di Caen. "Quello che abbiamo dimostrato - ha detto alla rivista New Scientist - non è una prova di tossicità, ma segni di tossicità". Andrea Ferrante presidente dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, si dice soddisfatto del rinvio, ma in vista del voto precisa: “L'agricoltura ed i consumatori italiani rimangono in maniera netta e chiara contrari all'introduzione nelle nostre campagne di organismi geneticamente modificati. Da questo punto di vista, nulla è cambiato. Quello che cambia – continua Ferrante - è il contesto europeo sempre più scettico verso gli OGM, che giorno dopo giorno diventano una tecnologia sorpassata e di scarso interesse. I pericoli di contaminazione sono ancora tutti presenti e l'indeterminazione degli studi scientifici non dà assoluta certezza di poter avere una coesistenza sicura fra OGM e non”. (Aiab)






