Alimentazione nell’allevamento bio

L’alimentazione nell’allevamento biologico

La zootecnia biologica è un sistema produttivo alternativo all’allevamento intensivo da cui si differenzia in quanto ha come obiettivi primari una produzione ecosostenibile e il benessere animale.

L’alimentazione è finalizzata a una produzione di qualità piuttosto che alla sua massimizzazione rispettando, nel  contempo, le esigenze nutrizionali degli animali nei vari stadi fisiologici.

La zootecnia biologica si basa sul principio di prevenzione, secondo cui l’elevato livello di benessere garantito e l’alimentazione di qualità, sono in grado di mantenere un buono stato di salute degli animali e quindi, una bassa incidenza di patologie.

I prodotti bio, quindi, si caratterizzano per la qualità del processo di produzione e, proprio per il ruolo primario dell’alimentazione nel determinare il livello qualitativo delle produzioni, il metodo di produzione biologica impone rigide linee guida da seguire per l’alimentazione degli animali le cui produzioni porteranno il marchio biologico.

Tali linee guida per bovini e ovi-caprini, quindi per gli erbivori, sono così riassumibili:

  •  l’alimento deve essere di origine biologica al 100%;
  •  non deve contenere Organismi Geneticamente Modificati -OGM;
  •  non è consentito l’uso di stimolatori della crescita e di amminoacidi di sintesi;
  •  l’alimento deve provenire per il 50% almeno dall’azienda stessa o da aziende biologiche della    stessa  Regione;
  •  I giovani mammiferi sono nutriti con latte materno per un periodo minimo di 3 mesi per bovini e bufalini, 45 giorni per ovi-caprini
  •  Per gli erbivori il pascolo deve essere la pratica prevalente;
  •  almeno il 60% della Sostanza Secca della razione alimentare deve essere foraggio grossolano e foraggio fresco essiccato o insilato. Per le vacche e gli ovi-caprini da latte è però consentita una riduzione al 50% per un periodo massimo di 3 mesi dall’inizio della lattazione.

USO DI ALIMENTI IN CONVERSIONE

Qualora sia dimostrabile l’incapacità di reperire alimenti biologici è possibile:

  • somministrare fino ad un massimo del 30% in media della formulazione alimentare di alimenti in conversione. Qualora questi alimenti provengano dall’azienda stessa la percentuale è aumentabile fino al 60%;
  • è possibile somministrare fino ad un 20% della quantità media complessiva di alimento proveniente da pascolo o da prato stabile al primo anno di conversione.


                                      

Caratteristiche delle stalle da vacche da latte

 

STALLE PER VACCHE DA LATTE 

Caratteristiche principali

Un ambiente di vita favorevole si traduce per gli animali in benessere, salute e produzioni di qualità; per le condizioni climatiche le vacche alle nostre latitudini trascorrono diverso tempo in stalla.

Adottare sistemi permanenti di stabulazione fissa (a catena), impedisce agli animali di avere rapporti sociali fra di loro, diminuendo il grado di benessere e di conseguenza le produzioni sia dal punto di vista quantitativo ma soprattutto qualitativo. In ogni caso si tratta di una tipologia stabulativa che  – a meno di deroghe – non è permessa in zootecnia biologica.

La scelta dovrà quindi ricadere, qualora non sia possibile mantenere gli animali al pascolo tutto l’anno, su sistemi di stabulazione libera

La dimensione degli spazi all’interno della struttura di ricovero da assegnare a ciascun animale allevato con metodo biologico, non è di molto superiore a quella assegnata in allevamenti tradizionali di conseguenza, in linea di massima sono sufficienti modesti riadattamenti per adattare stalle tradizionali alla produzione biologica.

Le zone funzionali che costituiscono una stalla da latte sono:

– zona di alimentazione: preposta alla somministrazione dell’alimento

– zona di riposo: caratterizza maggiormente la tipologia della stalla ed incide profondamente, in funzione del tipo e quantità di lettiera impiegata, sulle caratteristiche di solidità dei reflui.

– zona di esercizio;

– zona di mungitura: zona funzionale di primaria importanza nell’allevamento da latte, la sala di mungitura deve essere progettata in modo tale da ridurre il più possibile lo stress alle vacche in questa delicato momento quotidiano.

L’allevamento da carne ha strutture molto più semplici e gli animali, quando non allevati allo stato brado, nei periodi in cui non sono al pascolo, trovano ricovero in box multipli con lettiera in paglia e recinto esterno.